il tram in questione è quello che si chiama desiderio, ovviamente.
ed è quello che porta blanche laddove non avrebbe mai voluto essere, e laddove perderà completamente se stessa, fino ad impazzire per colpa di stanley.
si dice che marlon brando odiasse stanley, e come biasimarlo, del resto? un uomo rozzo, rude, primitivo, arrogante, violento e prepotente. non c’è assolutamente nulla di buono in lui, quale donna lo vorrebbe mai?
eppure gli ha regalato un’umanità magnifica. sconsolato, perso, bagnato fino al midollo, implorare perché la donna che ama torni da lui. la donna di cui, comunque sia, non sa fare a meno. ed ecco che il bruto si trasforma in indifeso, e davvero, non so quale donna non abbia voluto essere stella, non abbia desiderato correre tra le sue braccia e perdonarlo.
ed è quello che porta blanche laddove non avrebbe mai voluto essere, e laddove perderà completamente se stessa, fino ad impazzire per colpa di stanley.
si dice che marlon brando odiasse stanley, e come biasimarlo, del resto? un uomo rozzo, rude, primitivo, arrogante, violento e prepotente. non c’è assolutamente nulla di buono in lui, quale donna lo vorrebbe mai?
eppure gli ha regalato un’umanità magnifica. sconsolato, perso, bagnato fino al midollo, implorare perché la donna che ama torni da lui. la donna di cui, comunque sia, non sa fare a meno. ed ecco che il bruto si trasforma in indifeso, e davvero, non so quale donna non abbia voluto essere stella, non abbia desiderato correre tra le sue braccia e perdonarlo.haven’t you ever ridden on that streetcar? – questa è la domanda che rivolge stella a blanche, che l’accusa di pensare al “brutale desiderio”, che l’accusa di rimanere con un uomo come suo marito per nulla più che una pulsione sessuale. e sì, in un certo senso è anche questo il tram da cui il titolo. è stanley, per stella – è la vita da cui vorrebbe fuggire, per blanche.
ma è comunque stanley a dominare la vita di entrambe le donne, persino offuscando il vero dramma, che è quello di blanche, che oltre al danno ha subito anche la beffa di essere sopraffatta persino in intensità.
si dice che tennessee williams abbia scritto questa pièce teatrale intorno a blanche, si dice che egli fosse in qualche modo blanche, che ci fossero forti riferimenti autobiografici nella figura di questa donna sopraffatta dai sogni, e un po’ alla deriva a causa di essi.
si dice che lo stesso tennessee williams sia stato sopraffatto da stanley, una creazione che non ha saputo contenere, si dice che anche lui ne sia stato conquistato e si sia arreso, nella vana speranza che prima o poi, al di fuori delle scene di broadway, blanche avrebbe potuto ottenere la luce che meritava, senza che stanley la offuscasse.
ed è ironico che la sua luce sia stata offuscata, lei che amava tanto l’oscurità, perché le permetteva di nascondersi.
blanche, che esce da una nuvola di fumo; blanche, fragile e sognatrice, che vive in un mondo tutto suo, per cercare di fuggire da quello reale, che parla di poesia e di fascino; blanche, che gioca con gonne voluminose, stole di pelliccia, perle e diademi come una bambina che è riuscita ad aprire l’armadio della mamma.
ma è comunque stanley a dominare la vita di entrambe le donne, persino offuscando il vero dramma, che è quello di blanche, che oltre al danno ha subito anche la beffa di essere sopraffatta persino in intensità.si dice che tennessee williams abbia scritto questa pièce teatrale intorno a blanche, si dice che egli fosse in qualche modo blanche, che ci fossero forti riferimenti autobiografici nella figura di questa donna sopraffatta dai sogni, e un po’ alla deriva a causa di essi.
si dice che lo stesso tennessee williams sia stato sopraffatto da stanley, una creazione che non ha saputo contenere, si dice che anche lui ne sia stato conquistato e si sia arreso, nella vana speranza che prima o poi, al di fuori delle scene di broadway, blanche avrebbe potuto ottenere la luce che meritava, senza che stanley la offuscasse.
ed è ironico che la sua luce sia stata offuscata, lei che amava tanto l’oscurità, perché le permetteva di nascondersi.
blanche, che esce da una nuvola di fumo; blanche, fragile e sognatrice, che vive in un mondo tutto suo, per cercare di fuggire da quello reale, che parla di poesia e di fascino; blanche, che gioca con gonne voluminose, stole di pelliccia, perle e diademi come una bambina che è riuscita ad aprire l’armadio della mamma.
forse è proprio nella luce offuscata dalla forte personalità di stanley che però riesce a trovare la sua dimensione, che riesce a commuovere ed anche a far immedesimare lo spettatore in lei. perché alla fine questo è blanche, quello che ognuno di noi vorrebbe essere, ma che la vita offusca con prepotenza e brutalità.
e c’è una frase di blanche che mi ha particolarmente colpita, deliberate cruelty is unforgivable, and the one thing of which i have never ever been guilty of. la scelta di essere crudeli è imperdonabile, e di questo no, lei non ne era colpevole, ma vittima se mai, lei che chiedeva solo di essere amata.
e c’è una frase di blanche che mi ha particolarmente colpita, deliberate cruelty is unforgivable, and the one thing of which i have never ever been guilty of. la scelta di essere crudeli è imperdonabile, e di questo no, lei non ne era colpevole, ma vittima se mai, lei che chiedeva solo di essere amata.


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